La scorsa settimana è venuto a mancare uno dei personaggi storici della vecchia AS Lodigiani 1972: Remo Caffarelli (nella foto il terzo partendo da sinistra nella fila centrale), preparatore dei portieri a cavallo tra agli anni ottanta e novanta.

Oltre al giusto commiato che tutto il mondo sportivo gli ha riservato, quella di Caffarelli è una figura legata inesorabilmente a quel club che per tanti anni ha rappresentato il terzo polo calcistico della Capitale.

“Una persona squisita – così lo ricorda mister Carlo Delfini – e un lavoratore dal grande carisma, basti pensare che a mia memoria non gli ho visto mai saltare una sessione di allenamento. È stato un ottimo istruttore, che sapeva far crescere i bambini e anche chi gli stava attorno, come il sottoscritto. Personaggi come lui – sottolinea – hanno permesso a quella società di raggiungere traguardi prestigiosi e penso non sia un’esagerazione affermare che per diverse stagioni, almeno a livello organizzativo e strutturale, siamo stati persino superiori a Roma e Lazio. Era una grande famiglia, fondamentale anche nello sviluppo della personalità e della conoscenza calcistica dei suoi tesserati”.

Anche Tonino Ceci lo ricorda come “una figura che dava lustro, molto professionale e sempre al suo posto”.

Mentre il figlio, Alessandro Caffarelli, ricordando il papà su Facebook asserisce fiero: “Era orgoglioso di essere il preparatore dei portieri della Lodigiani. Amava questi colori. Bravi tutti a ricordare questi tempi, io conservo con estrema attenzione ed orgoglio tute, maglie etc. Ogni tanto me le metto per fare il figo, e ci vado in giro!